Il Senato ha approvato all’unanimità in via definitiva il disegno di legge che istituisce il 3 maggio come Giornata nazionale in memoria dei giornalisti uccisi a causa dello svolgimento della loro professione. La data coincide con la Giornata mondiale della libertà di stampa: la prima celebrazione potrà tenersi già questa domenica.
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La legge, nata da un’iniziativa del deputato di Forza Italia Paolo Emilio Russo, era già stata approvata all’unanimità dalla Camera nel luglio del 2025. In aula il senatore dem Walter Verini ha ricordato che in vent’anni i cronisti uccisi sono stati circa 1.500.
Il testo prevede che Stato, regioni, province, città metropolitane e comuni possano promuovere iniziative, cerimonie, convegni e incontri pubblici per valorizzare la libertà di stampa. Università, scuole di giornalismo e istituti scolastici potranno dedicare lezioni specifiche all’articolo 21 della Costituzione e commemorare figure di giornalisti uccisi nel corso della loro attività.
La legge introduce anche la possibilità di campagne istituzionali contro il linguaggio d’odio e le minacce rivolte alle donne giornaliste, incluse le forme di body shaming. Le stesse campagne dovranno sottolineare come la violenza online e gli attacchi mirati abbiano l’obiettivo di indebolire il giornalismo d’inchiesta, la libertà di espressione e la fiducia dell’opinione pubblica nella stampa.
