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Giornalisti, ecco il nostro nuovo collega: AI

Un “computer” scriverà le notizie, le pubblicherà e le invierà attraverso mailing e messaggistica a tutti i lettori interessati. Raccoglierà i feedback e sarà in grado di gestire l’enorme mole di dati che verrà prodotta da ogni operazione. Questo per migliorare forza di penetrazione e viralità dei contenuti stessi. C’è chi salterà dalla sedia e chi scoppierà in una fragorosa risata. Chi osserverà indifferente e chi con diffidenza affronterà il titolo di questo articolo. I tempi stanno cambiando. E il tempo futuro utilizzato nell’incipit è già da rivedere al presente. Molti si vedono costretti a dovere assecondare i flussi dello sviluppo tecnologico applicato anche ad un campo delicato come quello dell’informazione. Ci si limita alla lamentela di fronte alla violazione di uno spazio considerato sacro, la redazione. Eppure si è permesso che quella stessa redazione nel tempo venisse svuotata di contenuto e significato. I flussi tecnologici vanno comunque conosciuti per essere governati. Un abusato adagio recita:

Quando soffia il vento del cambiamento, alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento

Chi è AI?

Parliamo dell’intelligenza artificiale (Artificial Intelligence). Ijnet, progetto editoriale dell’International Center for Journalists, lancia un dato che fa tremare i polsi a molti. “Alcune previsioni dicono che il 90 per cento delle notizie sarà scritto dall’IA entro il 2025, infatti, probabilmente hai già letto una storia sportiva o un riepilogo elettorale che è stato almeno in parte scritto da un’AI”.

Nel 2019, Polis, il media think tank della London School of Economics, e Google News Initiative hanno collaborato per creare l’iniziativa JournalismAI. Questa iniziativa consente alle testate giornalistiche di utilizzare l’intelligenza artificiale “in modo responsabile”. Viene supportata l’innovazione e il rafforzamento delle capacità nelle testate giornalistiche per rendere più accessibile il potenziale dell’IA e contrastare le disuguaglianze nei media globali intorno all’IA. Il programma JournalismAI Fellowship è iniziato quest’anno, con l’obiettivo di innovare nuovi strumenti che assistono il lavoro dei giornalisti.

I robot ci toglieranno il lavoro?

Questa nuova (fino ad un certo punto) frontiera della tecnologia, così come viene oggi applicata, non punta a sostituire il lavoro dei giornalisti. O meglio, si occupa di quel lavoro che possiamo definire “ripetitivo”, semplice o che deve fare i conti con un’alta mole di dati. Cosa resta ai giornalisti? Resta la scrittura di storie che richiedono intuizioni creative, analisi sfaccettate e buon giudizio.

Non parliamo di fantascienza

L’intelligenza artificiale la troviamo già applicata, ad esempio, nei software di trascrizione. Questa riconosce e genera le parole da un file audio. Così l’AI estraendo schemi dai dati, può prevenire eventi futuri e/o adattare le prestazioni in base agli errori passati.

Occhi aperti

Non si può immaginare un uso dell’intelligenza artificiale nel giornalismo senza la supervisione umana, il controllo dei giornalisti stessi. Ci sono pericoli notevoli dietro l’angolo. E qualche anticipazione si è avuta con ciò che sostiene il flusso di informazioni che transita quotidianamente dai social e che viene diffuso secondo precisi algoritmi. Di questo aspetto ne ho parlato ampiamente nel mio libro sul Metaverso (qui puoi acquistare la copia a € 3,99). Oggi i giornalisti devono cominciare a studiare, specializzarsi e scegliere di far parte delle persone che prenderanno decisioni su come verrà utilizzata l’intelligenza artificiale. Altrimenti l’alternativa sarà sedersi di lato e osservare la possibile distruzione di quei sistemi, dell’etica e di quelle buone pratiche etiche su cui è stato costruito il giornalismo stesso.

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Giovanni Villino

Giornalista professionista. Direttore responsabile di Redat24,com. Appassionato di social media e sostenitore del citizen journalism. Lavoro per Tgs, emittente televisiva regionale del gruppo editoriale Ses Gazzetta del Sud - Giornale di Sicilia.

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