Presunzione d’innocenza, giornalisti e bavaglio invisibile: ecco come saperne di più

Notizie difficili da recuperare per i giornalisti. Vita da cronisti di giudiziaria sempre più in salita e rischi per la stessa informazione. Da metà dicembre dello scorso anno, per la precisione dal 14 dicembre del 2021, è in vigore il famigerato decreto legislativo n. 188/2021. Un decreto che se da un lato recepisce una Direttiva UE – e con notevole ritardo -, dall’altra introduce alcune disposizioni che oltre a mirare al rafforzamento della «presunzione d’innocenza», pongono delle limitazioni che mettono in discussione principi e diritti legati all’informazione stessa.

Per approfondire il decreto legislativo e la direttiva Ue

Chi lavora quotidianamente nell’ambito della cronaca giudiziaria sa bene a cosa si è andati incontro. In tanti, tuttavia, parlano ancora senza conoscere appieno un tema che dovrebbe essere posto in primo piano nel dibattito della professione. A questo proposito segnalo un’ottima opportunità: sulla presunzione di innocenza, infatti, il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ha organizzato un corso, disponibile on line sino a dicembre, sulla piattaforma della formazione professionale continua. C’è un’attenta analisi della nuova normativa italiana e della sua interpretazione alla luce del diritto Ue. Ma non solo. C’è un focus pure sull’incidenza delle sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo. Relatori di questo corso sono Marina Castellaneta, ordinaria di diritto internazionale presso l’Università di Bari e Giulio Vasaturo, docente presso Sapienza Università di Roma.

Presunzione d’innocenza e proteste dei giornalisti

A pochi giorni dall’entrata in vigore del decreto legislativo, in tanti hanno sollevato polemiche e proteste su una legge che di fatto ha rimodulato il flusso delle notizie di cronaca giudiziaria. Per molti giornalisti questo decreto si è trasformato in un nuovo bavaglio per i cronisti. A evidenziare i rischi a dicembre 2021 il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Bartoli, che ha scritto al vicepresidente del Consiglio superiore della Magistratura e al Procuratore generale presso la Corte di Cassazione auspicando un loro intervento urgente finalizzato ad evitare il rischio che possa calare il silenzio sulle inchieste, magari proprio quelle a carico di personaggi importanti.

Bartoli, pur condividendo l’obiettivo nobile che si pone il decreto 188 del 2021, ovvero quello di assicurare “il diritto della persona sottoposta a indagini e dell’imputato a non essere indicati come colpevoli fino a quando la colpevolezza non è stata accertata con sentenza o decreto penale di condanna irrevocabili”, ha evidenziato le forti preoccupazioni dei giornalisti di fronte ad un provvedimento che concentra nelle mani di una sola persona – il Procuratore della Repubblica – la possibilità di scelta di quali notizie l’opinione pubblica debba conoscere e quali no, senza alcun controllo o bilanciamento di sorta, con il rischio di pericolosi “bavagli”. A fare un’analisi su Articolo 21 è stato, sempre nello scorso dicembre, anche Gian Carlo Caselli, magistrato in pensione, intervistato da Graziella Di Mambro. Qui l’articolo.

Presunzione d’innocenza, il documento dell’Ordine dei giornalisti

L’Ordine dei giornalisti si è occupato in più occasioni di questo tema. Il Cnog (Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti) ha dedicato la seduta del 5 aprile 2022 alla discussione del decreto legislativo 188. Il consiglio ha quindi affidato l’incarico al consigliere e membro dell’esecutivo Gianluca Amadori e ai consiglieri Riccardo Arena, Giovanni Innamorati e Oreste Lo Pomo di redigere un Ordine del giorno, che è stato approvato all’unanimità. Ecco il testo:

Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti,

  • premesso che la presunzione di innocenza e il diritto ad un equo processo sono principi cardine della Costituzione italiana, sanciti negli articoli 47 e 48 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea («Carta»), nell’articolo 6 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali («CEDU»), nell’articolo 14 del Patto internazionale sui diritti civili e politici («ICCPR») e nell’articolo 11 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo;
  • ricordato che la Legge Professionale e il Testo unico deontologico sanciscono che “è diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà di informazione e di critica, limitata dall’osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede”;
  • ribadito l’obbligo in capo ai giornalisti di rispettare la dignità delle persone e di fornire un’informazione il più possibile completa e corretta, anche con riferimento alla presunzione d’innocenza e dunque alla necessità di non anticipare giudizi di colpevolezza prima di una sentenza passata in giudicato e di precisare sempre quale sia la fase del procedimento penale di cui si sta parlando, da quella delle indagini preliminari ai successivi gradi di giudizio;
  • evidenzia con preoccupazione il concreto rischio di una compressione/limitazione del diritto dei cittadini ad essere correttamente e compiutamente informati a seguito dell’entrata in vigore del decreto legislativo 188/2021 che rende più difficoltosa la diffusione delle notizie relative a procedimenti penali (omettendo addirittura i nomi delle persone arrestate nei casi di rilevante interesse pubblico), lasciando un potere incontrollato in relazione a quali notizie i cittadini possano sapere o meno;
  • invita il legislatore a valutare l’opportunità di meglio calibrare gli strumenti attraverso cui garantire in maniera effettiva la presunzione di innocenza e rivedere a tal fine alcune limitazioni introdotte dal decreto legislativo 188 del 2021, in modo da assicurare la libertà di stampa sancita dall’articolo 10 della Convenzione europea e il diritto dei cittadini ad ottenere un’informazione completa e corretta anche per quanto riguarda le notizie relative alle indagini penali;
  • invita la magistratura a garantire un’applicazione uniforme a livello nazionale del decreto legislativo 188/2021, coerente con le indicazioni della Direttiva europea 2016/343 e in sintonia con quanto stabilito dalle “Linee-guida per l’organizzazione degli uffici giudiziari ai fini di una corretta comunicazione istituzionale”, varate dal Consiglio superiore della magistratura con Delibera Plenaria dell’11 luglio 2018, che stabiliscono un preciso dovere in capo ai magistrati di fornire notizie ai cittadini in merito al funzionamento dell’attività giudiziaria.

Giovanni Villino

Giornalista professionista. Direttore responsabile di Redat24,com. Appassionato di social media e sostenitore del citizen journalism. Lavoro per Tgs, emittente televisiva regionale del gruppo editoriale Ses Gazzetta del Sud - Giornale di Sicilia.

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