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Il futuro della carta stampata è già scritto… sulla carta

Gioco di parole assai banale. Ma quantomai veritiero. Il futuro della carta stampata è già scritto, sulla carta. Quella stessa carta in cui il peso delle notizie originale fa a botte con i lanci di agenzia, alle volte persino poco rimaneggiate. E così si spalanca la vertigine del: che ne sarà di noi?

I cavalieri sono già da tempo schierati a difesa della “ultima roccaforte della libertà d’espressione e garante del diritto dell’informazione”. Editori e giornalisti spesso si confondono tra loro negli intenti e nelle volontà. E così la vicenda assume i connotati di un romanzo in cui l’esistenzialismo si alterna ad una commedia dell’assurdo. Sì, perché quei cavalieri schierati a difesa della roccaforte “carta stampata” ricordano un po’ Giovanni Drogo nella Fortezza Bastiani. Attendono un attacco. Un segnale per scatenare l’inferno.

Il problema è che il vero nemico è all’interno di quella stessa fortezza. E prende forma nella modalità di lavoro – ancora troppo ancorata ad un sistema produttivo post rivoluzione industriale – e nell’assenza di nuove formule di diffusione editoriale. Un problema di miopia che ha di fatto massacrato un settore in cui il marketing che sembra latitare all’ombra delle rotative.

“Certo, siamo tutti bravi a giudicare senza sporcarci le mani”. Eppure la sensazione è che davanti ai nostri occhi si stia consumando, pagina dopo pagina, un altro libro. Un thriller psicologico dagli esiti imprevedibili. “Siamo stati lasciati soli da tutti” è la litania che anima incontri, tavole rotonde, vertici… E certe volte ci si confonde. Solo quando saltano fuori problemi relativi ai pagamenti puoi distinguere i tuoi interlocutori. Altrimenti tra giornalisti ed editori… il confine è assai labile.

Intanto secondo il Digital News Report, compilato dal Reuters Institute for the study of Journalism in collaborazione con l’Università di Oxford, la tendenza è quella che vede una riduzione della lettura dei giornali cartacei. Una riduzione che rischia di subire una decisa accelerazione a causa dell’epidemia di Covid-19. Il nuovo coronavirus ha, infatti, costretto gli italiani in casa per settimane e una delle conseguenze di questo lockdown è stato l’aumento dell’utilizzo degli smartphone. Vi consiglio a questo proposito la lettura dell’articolo di Riccardo Saporiti pubblica su #Infodata del Sole24 ore. Qui il link

https://www.infodata.ilsole24ore.com/2020/07/06/limpatto-del-covid-19-sulla-nostra-dieta-mediati-sul-giornalismo/

Giornalisti ed editori hanno siglato sulla carta stampata il destino di un settore. E lo confermano giorno dopo giorno. Alzando la voce alla ricerca di un aiuto, l’ennesimo, che potrà prolungare lo stato di una malattia indotta. Indotta da un sistema che non si vuole emancipare. Che non vuole pensare. Perché il lavoro stanca.

Foto di Gino Crescoli da Pixabay

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Giovanni Villino

Giornalista professionista. Direttore responsabile di Redat24,com. Appassionato di new media e sostenitore del citizen journalism. Lavoro per Tgs, emittente televisiva regionale del gruppo editoriale Ses Gazzetta del Sud - Giornale di Sicilia.

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