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Giornalismo nel 2020, cronaca a 5 dimensioni

Nessuna palla di vetro. Né tantomeno previsioni di vittorie e insuccessi. Tracciamo in questo articolo quelle che sembrano essere alcune dimensioni, sondabili, del giornalismo nel 2020. Soprattutto a livello locale. Nulla di nuovo sotto il sole. Sono ambiti la cui sperimentazione è già in fase avanzata in molti Paesi ma che, a certe latitudini, la loro applicazione suona ancora come realtà esotica. Si va dalla realtà virtuale alle notizie diffuse attraverso gli smartwatch, dall’utilizzo dei robot nella scrittura delle notizie all’uso massivo di smartphone e droni. Realtà con cui il giornalista dovrà confrontarsi nel medio termine, integrando competenze e specializzazioni. Un giornalismo nel 2020 pieno di sorprese editoriali.

I fatti nella realtà… virtuale

La realtà virtuale ha tutte le carte in regola per dare un appeal maggiore ai prodotti giornalistici. In particolare nell’ambito dello storytelling. Grazie alla VR si può offrire ai lettori/spettatori esperienze e ambienti che sono logisticamente fuori dalla loro portata: immaginate di trovarvi in un campo profughi o, magari, esplorare un pianeta lontano, entrare in un reparto in cui si isola l’Ebola o nei luoghi teatro di un disastro naturale. La Knight Foundation e il Columbia Center for Digital Journalism hanno recentemente pubblicato rapporti approfonditi su questo tipo di giornalismo. E’ pur vero che la stragrande maggioranza delle notizie non è adatta alla realtà virtuale. Ma non si potrà non considerare la possibilità di questo ulteriore supporto.

Notizie a fior di pelle

Parliamo di wearable technology, ovvero tutto ciò che riguarda i dispositivi elettronici che indossiamo. Pensiamo agli smartwatch, ai braccialetti, occhiali di nuova generazione… Come anticipava qualche annetto fa Wired, braccialetti e orologi si preparano ad accogliere diversi contenuti digitali. E tra questi le notizie. Queste si adatteranno in un ambiente digitale sempre più aperto dove i lettori potranno essere al centro di aggiornamenti, fruibili in qualsiasi momento e in modo istantaneo.

Robot, il biondino di turno

Ci sono sperimentazioni già in diverse redazioni. I robot che scrivono notizie stanno già facendo strada, ma sono pronti ad assumere un ruolo più significativo. I primi esempi di giornalismo robotico coprono storie che possono essere comprese attraverso i numeri e l’adozione precoce da parte dell’industria dei media si è concentrata sui miglioramenti della produttività e dell’efficienza. Ad esempio, l’agenzia di stampa Associated Press (AP) utilizza già il software Automated Insights per generare articoli sui rapporti trimestrali sugli utili da circa 3.700 aziende, poiché si tratta di società che altrimenti non avrebbero le risorse per coprire.

Il cronista è mobile

L’ascesa di quel giornalismo che si serve principalmente dello smartphone per la produzione di contenuti sembra essere inarrestabile. E sarà sempre più supportato da sistemi editoriali in grado di far convergere i contenuti e smistarli ai diversi media. I cronisti oggi sono in grado di girare, modificare e pubblicare report in movimento, raccontando più storie – più velocemente – per il pubblico e su più piattaforme. Forme nuove di sfruttamento all’orizzonte? Forse. Ma intanto occorre andare avanti.

Droni, sorvolare le regole?

I media hanno iniziato a esplorare l’uso dei droni da un po’ di tempo e gli esempi di giornalismo fatto grazie all’uso di questa tecnologia stanno iniziando a moltiplicarsi. Fino all’ottobre del 2013, per realizzare alcune immagini dall’alto, si utilizzava il classico, costoso e scomodo elicottero, ma da allora la BBC, sempre un passo avanti nel mondo del giornalismo d’inchiesta, ha deciso di cambiare: è stata la prima a utilizzare un drone per delle riprese giornalistiche. Ancora c’è molto da comprendere sul fronte normativo e di privacy. Ma su questo punto torneremo in seguito.

Intanto a margine di questo articolo sul giornalismo nel 2020, l’augurio di buon anno ai lettori di Redat24 lo affidiamo ad un’aforisma, molto caro questo stesso giornale:

Quando soffia il vento del cambiamento, alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

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Giovanni Villino

Giornalista professionista. Direttore responsabile di Redat24,com. Appassionato di new media e sostenitore del citizen journalism. Lavoro per Tgs, emittente televisiva regionale del gruppo editoriale Ses Gazzetta del Sud - Giornale di Sicilia.

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