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La violenza, i sofficini e l’ironia noir che non comprendo

“Tanto per dire” è una rubrica di commento e di libera opinione a cura di Fernando Luce, illustre sconosciuto nell’isola dei giardini.

In questa uggiosa giornata, girovagando sui social, mi imbatto nella drammatica notizia di un’ennesimo episodio di maltrattamenti avvenuto ai danni di una donna. L’episodio è accaduto a Palermo. Ne dà notizia oggi l’edizione cartacea del Giornale di Sicilia. Un uomo è accusato di maltrattamenti, aggravati perché sarebbero avvenuti sotto gli occhi di tre figli piccoli, ai danni della moglie. Il motivo: il piatto preparato per cena, i sofficini.

La notizia viene prontamente ripresa dai siti, secondo la consueta pratica di prelevamento dalla carta stampata dei contenuti acchiappaclick. E i link rimbalzano così velocemente sui social. Ed è qui che mi scopro estraneo ad un mondo cui sembra sfuggire il senso delle cose.

Non so quanto possa essere complice la foto del piatto di sofficini che viene mostrata a corredo della notizia. Sta di fatto che tra gli utenti si ride, si sghignazza, ci si lascia andare a battute più o meno scontate che diventano tuttavia squallide se rapportate ad un episodio di violenza, l’ennesimo. E così oltre il danno e alla paura che quei bambini e quella moglie hanno subìto, c’è pure la beffa di un mondo piatto. Dove l’intelligenza non è più alla portata di tutti. E si consuma soltanto il rito di una idiozia collettiva. A base di emoticons, condivisioni e like.

Foto di Juraj Varga da Pixabay

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