Telefonini spiati. E se ci fosse anche il vostro?

Ci preoccupiamo di mettere Pin e impronte digitali, riconoscimento facciale e note vocali. Ma di sicuro in ambito informatico c’è ben poco. Tanto meno nei nostri preziosissimi smartphone che sono oggi diventati la nostra protesi artificiale. E se il vostro telefonino fosse spiato? La grandissima squadra di Report, guidata da Sigfrido Ranucci, ha realizzato una puntata che andrebbe vista e rivista. Un po’ come una lezione universitaria necessaria per il conseguimento della laurea. In questo caso la conoscenza di certi meccanismi ci permette di usare con consapevolezza uno strumento che potrebbe creare non pochi problemi.

Facciamo un esempio

Andiamo su uno dei sistemi di messaggistica più diffusi: WhatsApp. Ad un certo punto da un nostro contatto riceviamo un’immagine. O almeno quella che noi crediamo essere una immagine. E soprattutto da chi crediamo essere il nostro contatto. In realtà si può manipolare tutto, come vedremo in seguito. Ed è così che dietro l’invio di una immagine si può celare il famigerato “cavallo di Troia“, trojan. In pratica basta cliccare sull’anteprima dell’immagine per consentire al malware di prendere possesso del vostro telefonino creando una vera e propria porta attraverso cui passeranno tutte le vostre informazioni. Questo permetterà a chi vi vorrà spiare anche di ascoltare grazie al microfono le vostre conversazioni, potrà gestire le informazioni, aprire cartelle, mandare messaggi dal vostro account… insomma, avrà in mano buona parte della vostra vita digitale.

Non solo il telefonino spiato

Il trojan può arrivare anche su un navigatore Gps, una consolle per videogiochi, un satellite, una smart tv, un antifurto… tutto ciò che è connesso alla rete. Ma sul mercato ci sono anche servizi a pagamento, circa 250 dollari per un affitto di due mesi, di trojan che non possono essere inoculati a distanza ma avendo a disposizione il dispositivo che si vuole spiare.

Ecco il filmato con gli esempi

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Giovanni Villino

Giornalista professionista. Appassionato di new media e sostenitore del citizen journalism. Lavoro per Tgs, emittente televisiva regionale del gruppo editoriale Giornale di Sicilia. Sono il direttore responsabile di Redat24.com