Redat24 diventa testata giornalistica

Siamo in un periodo storico in cui le politiche in ambito editoriale sono dettate anche dal progresso delle tecnologie informatiche e della comunicazione. Ambiti strettamente connessi anche alle nuove dinamiche social e sociali. In discussione i vecchi modelli che hanno sostenuto il business della carta stampata, della tv e della radio. Tutto questo, ad oggi, ha un riflesso immediato sul mercato del lavoro che per il giornalista cambia. E, ancor prima, per gli editori.

Questa mutazione, assai graduale, avviene in un contesto economico ancora debole, sia a livello locale che nazionale e internazionale. Essere informati su questi cambiamenti per un giornalista è un obbligo, un dovere. Conoscere esattamente tutte le possibilità di sviluppo e i nuovi linguaggi digitali diventa fondamentale. Redat24 ha scelto anche per questo motivo di diventare maggiorenne. Abbandona le vesti – mai scomode – di blog per indossare quelle di testata giornalistica. Perché da testata vuole accompagnare giornalisti, comunicatori e addetti al marketing e alla pubblicità nel percorso di conoscenza e condivisione di notizie.

Il passaggio a testata giornalistica impone oneri maggiori (e non solo economici). Rappresenta un atto dovuto in un momento in cui sul web l’informazione generalista e poco specializzata macina contatti ma lascia dei vuoti e si muove in un contesto digitale in cui si fa sempre più labile il confine tra opinione e notizia.

Santi blog, sempre!

Mi preme fare una breve precisazione. Contrariamente a quanto espresso da alcuni colleghi giornalisti, sono contro la demonizzazione dei blog. Restano una tra le poche roccaforti utili all’utente per mantenere viva la condivisione di saperi, opinioni… di contenuti, lontano dalle maglie dei social e dei loro algoritmi. Grazie al blog sono cresciuto e mi sono confrontato, oltre che con i nuovi linguaggi della Rete, anche con la programmazione informatica, con il Seo, con i lettori. Sono stato coccolato da Splinder, accolto da Blogger, divenuto adulto con WordPress. Proprio con Redat24.

Le becere contrapposizioni

Internet ha compiuto da poco 50 anni. Il web è di qualche annetto più giovane. Ma l’età mentale dei suoi utilizzatori pare essere ancora assai lontana dalla maturità. Ed è così che, non di rado, si assiste ancora a contrapposizioni che definisco becere. C’è chi invocando i processi di disintermediazione globale dichiara morta la professione giornalistica. E c’è anche chi ponendo come scudo l’istituzione Ordine dei giornalisti e come sciabola un tesserino si intesta una guerra santa contro il resto del mondo… della Rete. Le cose stanno molto diversamente.

Occorre crescere. E per questo Redat24 prosegue con un solo obiettivo le sue pubblicazione on line: informare su un ambito specifico, per addetti ai lavori. Ma non solo. Si continuerà a privilegiare l’approfondimento sui temi legati all’editoria, al giornalismo, al mondo dei new media con una visione sempre laica e libera.

La domanda più frequente: perché questo nome?

“Redat”, accompagnato da un numero, è stato per anni da me utilizzato come nome utente per l’accesso al  vecchio sistema di impaginazione del Giornale di Sicilia.  Ho, quindi, voluto dare continuità a questa pratica quotidiana (quella del login). Al Redat ho aggiunto un numero a me caro: 24, il giorno in cui sono nato e che esprime al meglio la continuità di una giornata.

Buona lettura.

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Giovanni Villino

Giornalista professionista. Appassionato di new media e sostenitore del citizen journalism. Lavoro per Tgs, emittente televisiva regionale del gruppo editoriale Giornale di Sicilia. Sono il direttore responsabile di Redat24.com