Concorso Rai per giornalisti, in Sicilia ci si prepara

C’è chi ha cominciato a studiare. Ma c’è anche chi cerca affannosamente di imparare nel giro di un mese e mezzo tecniche di montaggio e crossmedialità. Al momento tutti attendono l’ufficialità della data e del luogo della prima prova. Ma sulle prossime tappe del concorso Rai per giornalisti professionisti solo rumors e un’anticipazione pubblicata sul sito di Gianluca Vacchio, Lo Specialista Tv. In pratica, secondo quanto ha scritto Vacchio lo scorso 31 ottobre, la prima prova dovrebbe tenersi entro la prima metà di dicembre. La sede potrebbe essere Roma, in Fiera. Ma, come già scritto, al momento non c’è alcuna comunicazione ufficiale da parte della Rai.

L’unico dato certo è il numero delle domande presentate. In totale, su tutto il territorio nazionale, sono state inviate 3.722 candidature. Un numero imponente se si considera che alla fine saranno soltanto 90 i giornalisti selezionati e che verranno assegnati nelle diverse sedi regionali. Un dettaglio che è stato fornito nei giorni scorsi riguarda l’incremento esponenziale di candidature presentate negli ultimi 3 giorni: 1.400. Alla prima fase della selezione saranno convocati tutti i candidati iscritti alla selezione, mentre alla seconda e terza fase saranno ammessi i primi 270.

Quanti giornalisti hanno partecipato in Sicilia?

La domanda che in tanti si sono posti in questi giorni è abbastanza semplice: quanti giornalisti hanno partecipato in Sicilia al concorso della Rai? Al momento non è possibile avere alcuna risposta. Su questo aspetto, ovvero sulle preferenze dei candidati rispetto alla sede Rai di destinazione, l’azienda di viale Mazzini non ha rilasciato né numeri, né dichiarazioni. C’è chi ha presentato la propria candidatura indicando come sede di destinazione quella della regione di residenza. Altri, invece, quella in cui era più alto il numero di personale giornalistico richiesto. In Sicilia i posti destinati a questa selezione sono cinque. Ecco il quadro completo delle diverse sedi regionali:

  • Abruzzo: 2 posti;
  • Basilicata: 10 posti;
  • Bolzano (redazione lingua italiana): 5 posti;
  • Calabria: 10 posti;
  • Campania: 7 posti;
  • Friuli Venezia Giulia (redazione lingua italiana): 3 posti;
  • Liguria: 5 posti;
  • Marche: 5 posti;
  • Molise: 7 posti;
  • Piemonte: 2 posti;
  • Puglia: 7 posti;
  • Sardegna: 5 posti;
  • Sicilia: 5 posti;
  • Trento: 4 posti;
  • Umbria: 4 posti;
  • Valle d’Aosta: 9 posti.

Strategiche sarebbero state, secondo alcuni, regioni come la Basilicata e il Molise. Piccole ma con un alto numero di posti disponibili. C’è chi avrebbe fatto così un calcolo di probabilità: dal numero di professionisti con i requisiti richiesti che sono residenti nella regione, al ridotto effetto “migrazione dalla vicina Calabria, dove sono pure dieci i posti messi “in palio”, e dalla confinante Puglia (7 i posti). Ma tutto questo è solo frutto di ragionamenti e discorsi da bar che, tuttavia, hanno tenuto davanti al monitor per decine di minuti (se non giorni) centinaia di giornalisti. C’è chi è pronto a lasciare la propria regione per un posto nella grande “mamma Rai“.

L’Usigrai e il nuovo volto del giornalista

Sul sito dell’Usigrai, l’unione sindacale dei giornalisti Rai, è stato pubblicato il commento a questa prima fase del concorso. In cui comunque emerge una nuova fisionomia del servizio giornalistico nell’ambito del servizio pubblico. “Un successo – si legge nella nota dell’Usigrai – . La nuova selezione pubblica per giornalisti è uno straordinario risultato già dal numero delle candidature. Vuol dire che la Rai Servizio Pubblico è una azienda ancora fortemente attrattiva per chi vuole fare il giornalista”.

Vengono poi evidenziate due parole che possiamo considerare chiave: multipiattaforma e crossmediale. “L’Usigrai rivendica con orgoglio l’impegno speso per arrivare alla nuova selezione. Perché afferma in maniera irreversibile la via di accesso trasparente e meritocratica alla Rai. E perché porterà innesti preziosi per aiutare la necessaria e urgente trasformazione del Servizio Pubblico radiotelevisivo in Servizio Pubblico multipiattaforma e crossmediale”. Termini importanti che segnano ancora una volta un cambio di fisionomia della professione giornalistica.

L’azienda e l’asset strategico

L’amministratore delegato di Rai, Fabrizio Salini ha detto: “Siamo particolarmente soddisfatti per lo straordinario numero di candidature presentate al concorso indetto dalla Rai per la selezione di 90 giornalisti professionisti da assegnare alle redazioni delle sedi regionali e delle province autonome italiane. La Rai è un’azienda sana, è la prima azienda culturale del Paese che continua a investire nel settore dell’informazione che è il presente e il futuro dell’Azienda e resta il nostro perno fondamentale e il nostro asset strategico. La nuova selezione pubblica per i giornalisti è un ulteriore segnale della nostra attenzione alla valorizzazione dell’informazione locale, decisiva nel racconto del Paese e l’alto numero di candidature arrivate dimostrano ancora una volta che il brand dell’informazione del Servizio Pubblico è il più forte che esista nel mercato”.

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