Pubblicità o vendite? Ecco di cosa vive un quotidiano

In tanti si improvvisano esperti e strateghi. In campo editoriale poi non ne parliamo. Non mancano coloro che si atteggiano anche cultori di bilanci. Il dilemma su cui oggi ci soffermiamo è: la carta stampata di cosa vive oggi principalmente? Pubblicità o vendite?

Qualche tempo fa ho ricevuto la chiamata allarmata di un amico che, leggendo i bilanci pubblicati ad agosto da un quotidiano, mi sottolineava il divario tra ricavi provenienti dalle vendite e ricavi della pubblicità. Sosteneva in pratica che era un dato preoccupante che i ricavi provenienti dalle vendite fossero più alti di quelli provenienti dalla pubblicità. In realtà non c’è nulla di nuovo sotto il sole.

A venirci incontro e darci una risposta è il grafico pubblicato a pagina 10 nell’edizione di domenica 20 ottobre de Il Sole 24 ore. In pratica è stimato che nel 2023 in Italia i ricavi dei giornali avranno come provenienza per 459 milioni di euro la pubblicità e per 809 le vendite. Facendo un balzo indietro, la situazione varia, ma non di molto. Nel 2014 il rapporto era pari a 781 milioni dalla pubblicità e 1.197 dalle vendite. Questo dato, nel corso di questi cinque anni. è progressivamente calato. Una diminuzione costante.

Situazione differente in Europa dove si va tendenzialmente al pareggio tra ricavi provenienti dalla pubblicità e dalle vendite. Un dato, comunque, è certo. Il fatturato globale dei giornali è in calo. In pratica, secondo quanto viene pubblicato su Il Sole 24 ore, questo 2019 assisterà ad una maggiore raccolta sulle piattaforme social che sulla carta stampata. A fornirci questo dato è l’ultimo “Advertising Expenditure Forscasts” di Zenith.

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