Gamification e Intelligenza Artificiale: il benessere dei dipendenti

Fra i partner dell’iniziativa l’azienda torinese Reply, il Centro Tedesco per l’Intelligenza Artificiale (DFKI) e la startup trentina Okkam

Per milioni di impiegati sedentari e in sovrappeso, cambiare le proprie abitudini è, letteralmente, una questione di vita o di morte. È stato dimostrato come una vita sana e l’esercizio fisico possano avere un impatto significativo sull’aspettativa di vita, con alcuni studi che suggeriscono che per le persone sedentarie il rischio di morire di malattie cardiache è tre volte maggiore di quello a cui sono soggette le persone attive. Il benessere dei dipendenti è una questione chiave che le aziende devono affrontare per portare felicità e motivazione sul lavoro, anche considerato che i dipendenti stressati e malati si trasformano in un onere finanziario; sebbene sia difficile ottenere dati precisi, si stima che, all’interno dell’UE, i costi della depressione legata al lavoro siano di circa 617 miliardi di euro all’anno.

Anche se esistono già sul mercato soluzioni per il benessere aziendale e il benessere dei dipendenti, mancava ancora una piattaforma completa che combinasse tecniche di intelligenza artificiale e gamification per aumentare il coinvolgimento dei dipendenti. Live Well Work Well (L3W), un’attività di innovazione supportata da EIT Digital nell’ambito della focus area sul Digital Wellbeing, riempirà questo vuoto, fornendo una soluzione onnicomprensiva per tracciare automaticamente le attività di fitness dei dipendenti con gadget indossabili e dispositivi legati all’Internet of Medical Things e stimolarli ad eseguire circuiti fitness personalizzati con i loro colleghi.

L’iniziativa

L’iniziativa è guidata dalla società italiana Santer Reply, con DFKI e OKKAM come partner. La piattaforma online di L3W mira a incoraggiare uno stile di vita più sano profilando i dipendenti e assegnando loro attività di fitness da svolgere durante la settimana. La partecipazione è totalmente volontaria e non vi è alcun obbligo nei confronti dell’azienda o dei medici. I medici del lavoro, tuttavia, avranno accesso al software, per monitorare le condizioni di salute del dipendente e verificare se è effettivamente impegnato nelle attività raccomandate.

“Dopo essersi registrato alla piattaforma, il lavoratore deve compilare un sondaggio, creato in collaborazione con un medico e progettato per valutare tre rischi principali: cardiovascolare, osteoarticolare e metabolico”, spiega Luca Foti, activity leader di L3W, “a ciascuno di questi rischi viene assegnato un punteggio alto, medio o basso. ” Sulla base di questa valutazione preliminare, vengono proposti diversi circuiti di allenamento, della durata di sei mesi ciascuno”.

Le preferenze dei dipendenti

“Teniamo conto anche delle preferenze dei dipendenti e suggeriamo attività apprezzate da colleghi con profili simili. Viene quindi attivata la gamification per aumentare i tassi di partecipazione: una volta raggiunti gli obiettivi fondamentali vengono sbloccati dei badge, ed è possibile formare squadre, in modo che i dipendenti possano sfidarsi l’uno con l’altro “, dice Foti. I dati sulle prestazioni possono essere monitorati in due modi: o automaticamente, tramite un braccialetto FitBit – per attività come corsa, camminata o ciclismo – o mediante caricamento manuale da parte dei lavoratori nella piattaforma. Verrà inoltre creato un “angolo della salute” nello studio medico, con dispositivi per misurare la frequenza cardiaca, il peso e la pressione sanguigna dei dipendenti (sistolica e diastolica) e i dati verranno caricati in automatico sulla piattaforma L3W. Un primo test pilota della piattaforma avrà luogo a metà settembre a Torino, un secondo trial è previsto a novembre.

Poiché i dati sanitari contengono informazioni potenzialmente sensibili, solo i medici saranno in grado di visualizzarli, mentre il dipartimento Risorse umane dell’azienda avrà accesso solo ai risultati della gamification e alle statistiche di coinvolgimento a livello aggregato.

EIT Digital

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