Pdf gratis dei quotidiani, uccidere i giornali con un click

L’informazione che approfondisce, analizza e contestualizza, verifica e spiega va pagata. Immaginare questo processo libero da qualsiasi vincolo di carattere economico è pura utopia. “Pdf gratis dei quotidiani” è una delle formule letali della nuova era digitale della carta stampata.

Grazie a Internet oggi abbiamo accesso gratuito a un flusso di informazioni che difficilmente può essere definito e quantificato. Una mole impressionante di notizie, dati e dichiarazioni sparse e spesso confuse. Decontestualizzate e molte volte furbescamente manipolate. Tutto questo ha, quindi, bisogno di essere codificato. E non tutti, è chiaro, possiedono strumenti idonei. Per questo l’informazione ha bisogno di professionisti. E per questo motivo l’informazione va pagata. Non mi dilungo nelle metafore che facilmente potete intuire.

Al momento l’unico fenomeno visibile e concreto per il mercato editoriale è la continua erosione del numero di copie vendute e, per certi versi, il corrispondente calo degli investimenti pubblicitari (siamo certi che il modello di business debba ancora rimanere questo per le testate?). Intanto tra gli obiettivi della Fieg c’è anche quello di fronteggiare il fenomeno delle copie pirata. Dopo la Sardegna, adesso anche in Sicilia qualcosa si muove:

L’informazione, quella vera e non taroccata, non può essere gratis. La fatica del nostro inchiostro giornaliero, i sacrifici per verificare e confezionare notizie attendibili, nel mondo sempre più in bilico della carta stampata, rappresentano un punto fermo per il nostro Paese e per qualunque democrazia. E diffondere a qualsiasi titolo copie illegali, cioè rubate, di giornali locali e nazionali su Telegram, e Whatsapp, è un reato penale. Lo è anche usufruirne.

Nuccio Anselmo – La Gazzetta del Sud

Sono le parole del collega Nuccio Anselmo sulle colonne della Gazzetta del Sud. La notizia rimbalza velocemente da un profilo all’altro di Facebook. Il gruppo editoriale SES – Società Editrice Sud (Gazzetta del Sud e Giornale di Sicilia), ha depositato una denuncia-querela alla Procura di Messina chiedendo sia il blocco dei canali illeciti di diffusione delle copie, sia il perseguimento dei responsabili

Si parla insomma delle copie dei quotidiani che vengono diffuse gratis in rete attraverso i sistemi di messaggistica, ma non solo. Basta fare una semplice ricerca in rete, anche su Google: “giornali gratis pdf“. Ed ecco una lunga lista di risorse. Spesso sono i canali Telegram o WhatsApp che distribuiscono il pdf dei giornali. Il controllo è molto difficile, anche se sono incredibili i passi in avanti compiuti dalle forze dell’ordine e dai sistemi di investigazione sul fronte della tracciabilità informatica.

Ma badate bene: a fare i conti con la legge non sono solo i responsabili del furto di copie, ma anche gli utilizzatori finali di pdf gratis dei quotidiani. Questi potrebbero rischiare l’accusa di ricettazione per aver acquistato tramite canali creati appositamente all’interno dei sistemi di messaggistica sugli smatrphones, come Telegram e Whatsapp, copie illegali di quotidiani nazionali e regionali, ma anche riviste specialistiche e quotidiani sportivi. Sabato scorso Giuliano Foschini scriveva su Repubblica: “Ci sono tre indagati tra i pirati dell’informazione. E 10 mila persone rischiano una multa da 24 mila euro per aver scaricato sul telefonino un giornale che, in edicola, costa due euro. Online meno della metà. La Polizia postale ha chiuso la prima delle indagini sugli amministratori di chat (su Telegram e WhatsApp) dove ogni giorno vengono inviate le copie di tutti i quotidiani e le riviste italiane“.

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Giovanni Villino

Giornalista professionista. Appassionato di new media e sostenitore del citizen journalism. Lavoro per Tgs, emittente televisiva regionale del gruppo editoriale Giornale di Sicilia. Dirigo Redat24.com