Colpo di Scena, l’esordio di Guglielmino

È così da sempre, da che gira il mondo. Nelle sue mille sfaccettature, il rapporto padre/figlio può risultare assai complesso e difficoltoso. Forse ancor più – il che è tutto dire – di quello madre/figlia. Il tema è profondo e, nel corso della storia, in tanti (pensatori, filosofi, scrittori…) lo hanno affrontato. Lo stesso Sigmund Freud sosteneva che il legame fra i due è intrinsecamente basato sulla rivalità: da modello da imitare il padre, agli occhi del figlio, si trasforma col passare degli anni in un ostacolo da sfidare, in un limite da superare per affermare la propria indipendenza. Jacques Lacan, altro mostro sacro della psicanalisi, arrivò a parlare di ‘evaporizzazione del padre’ per spiegare come le contestazioni giovanili del ’68 avessero demolito la simbolica autorità paterna nella vita della famiglia e in quella della società.
È un padre limite? È un genitore da evaporare – o forse già evaporato – quello che di cui ci racconta Andrea Guglielmino nelle pagine del suo Colpo di Scena? È un padre di oggi uguale a tanti padri di ieri. È un uomo maturo, tutto sommato piccolo nella sua routine, a cui il rapporto col figlio (già uomo a sua volta) è da tempo scappato di mano. Pochissimo feeling. Nessun punto di contatto reale. Zero dialogo. Ma un bel po’ d’amore, magari mal esposto e comunque mai del tutto dichiarato.
Forse è arrivato il momento di provare a riattivare il contatto. E il monologo si fa dialogo, in un intrecciarsi di ricordi, di episodi, di fantasticherie, di novelle prima scritte e ora lette, di puntualissimi rimandi cinematografici e fumettistici. Perché Colpo di Scena è anche un libro scritto da chi (e per chi) ama il cinema e i fumetti. È una raccolta di racconti ‘a cornice’ in cui si susseguono, come veri e propri cammei, frame, citazioni e rimandi ai film cult, nostrani e hollywoodiani. E in cui è facile imbattersi, in una straordinaria naturalezza, con personaggi manga e supereroi, fra tanti ‘sob’ ma anche qualche ‘smack’.
“Devi essere uomo”. gli aveva detto Riccardo.
Ma lui non ci riusciva. Era solo un bambino, del resto. Lo era e basta e gli mancava la mamma. Era entrato nel laboratorio di Riccardo,
gridando e piangendo “Non ci riesco papà. Scusami! Non riesco a essere uomo’.
(Colpo di Scena – pag. 94)


Sinossi

Una storia che s’interseca e fa da cornice a una serie di racconti, uniti non da un genere specifico, ma dall’esigenza stessa di raccontare. Un padre e un figlio che non sono più in grado di comunicare. Due mondi distanti. Ruoli che si invertono, si fondono e si confondono, nella sospensione di un limbo in cui cercare insieme una via d’uscita. Il figlio è uno scrittore di successo, il padre un nerd appassionato di cinema, fumetti e letteratura pop che ha scelto – o la vita ha scelto per lui – una posizione passiva verso il racconto.
Fa infatti il critico cinematografico, destinato a osservare senza agire, a giudicare senza creare. Ma ora il padre, pur di riconquistare il
dialogo con il figlio, scende in campo in prima persona, rivelando una serie di storie da lui scritte e mai pubblicate, che diventano anche l’occasione per parlare al figlio di sé, della sua vita, delle occasioni prese e di quelle mancate, di episodi divertenti o drammatici, nella terribile e sublime alternanza di mimico, comico e tragico che ogni umana evoluzione attraversa, facendo della nostra esistenza un percorso narrativo dove, al contrario che al cinema, non esistono trama né artificiosi colpi di scena.

Andrea Guglielmino si autodefinisce non scrittore ma ‘scrivente’. Spazia infatti dalla saggistica alla narrativa, dal giornalismo alla critica cinematografica passando per le vignette umoristiche, l’illustrazione per l’infanzia, la letteratura ‘breve’ e le sceneggiature per fumetti.

Editore: MdS Editore – Collana: Sfridi
In commercio dal 30 novembre 2018
Formato: 220 p., Brossura – Prezzo: 14 €

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