Sciopero dei poligrafici al Giornale di Sicilia

Oggi, giovedì 20 giugno, nelle edicole non è presente il Giornale di Sicilia. Uno sciopero di cinque giorni è stato indetto dai poligrafici. Di seguito le note diffuse dai poligrafici e dall’azienda.

LA NOTA DEI POLIGRAFICI

“La protesta – si legge in una nota diffusa dai poligrafici e pubblicata già nella serata di ieri da PalermoToday – nasce da un’ennesima mortificazione subita dai lavoratori che qualche giorno fa hanno ricevuto dall’azienda un documento in cui vengono dichiarati quasi tutti in esubero (34 su 43). Due anni fa la maggioranza delle azioni del Giornale di Sicilia è stata acquistata dalla S.E.S. Società Editrice della Gazzetta del Sud. Il nuovo gruppo si è presentato ai poligrafici come un salvatore, promettendo che nessuna mattanza sarebbe stata compiuta e che avrebbe fatto il possibile per accompagnare tutti alla pensione prima di realizzare una sinergia totale fra i due quotidiani. Dall’indomani, però, la mattanza è iniziata: contratti di solidarietà difensiva con quote del 50% con conseguente riduzione dello stipendio, che hanno costretto i lavoratori ad affrontare carichi di lavoro spesso insostenibili. E oggi – si legge ancora – pure ulteriori strette per potere andare in ferie: si riducono le presenze giornaliere, ergo aumento dei carichi di lavoro. Ma la cosa più dura da accettare è che il gruppo ha stabilito, da quello che si evince dal documento, che dei poligrafici che lavorano per il Giornale di Sicilia (non per un giornale parrocchiale) da una trentina d’anni, non sono abbastanza bravi e il loro lavoro sarà svolto in esclusiva dai poligrafici della Gazzetta del Sud”.

LA NOTA DELL’EDITORE

Il Giornale di Sicilia oggi non è in edicola per uno sciopero di cinque giorni proclamato dai lavoratori poligrafici a seguito del piano di riorganizzazione avanzato dall’azienda, accuratamente studiato dal management societario nella piena consapevolezza della sua gravità, ma finalizzato solo a mettere in sicurezza i conti e il maggior numero dei posti di lavoro, nonché la sopravvivenza stessa di un quotidiano storico che rappresenta una preziosa voce per l’editoria meridionale. I numeri del bilancio dell’azienda rispecchiano i dati nazionali sulle vendite e sui fatturati pubblicitari e confermano la grave crisi che attraversa l’intero settore dell’editoria da ormai dieci anni. I sacrifici sono toccati certamente ai lavoratori, ma anche agli azionisti, che hanno subito perdite e bruciato parecchi milioni di euro di riserve. Per questo si ritiene che non ci siano alternative al piano presentato ai lavoratori del Giornale di Sicilia.

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