Editori ed edicolanti, la disputa lontano dal mercato

Si discute. In Italia si discute. Tanto. Troppo. E mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata. Editori ed edicolanti si stanno confrontando sul futuro. Di entrambi. Intanto il report del Reuters Institute for the Study of Journalism rivela che gli abbonamenti saranno il principale focus per gli editori nel 2019. Editori che fanno i conti con una emorragia sul fronte delle copie vendute e con un sistema di distribuzione sempre più nebuloso.

Il Times di Londra ha scelto di offrire un anno di abbonamento al Wall Street Journal.  In America Amazon Prime da diritto a 6 mesi gratis sul WP. In Italia, da qualche giorno sulla pagina della Fieg il dibattito è ancora concentrato su un aspetto: le edicole.

Dalla sezione Sala Stampa del sito della Fieg

Oggi la manifestazione nazionale per gli edicolanti aderenti ai Sindacali Snag, Sinagi e Usiagi, in piazza Montecitorio a Roma, “a difesa della rete di vendita della stampa, garante del pluralismo e del diritto all’informazione”.

“Le percentuali di remunerazione degli edicolanti sono ferme a più di 15 anni fa e la Federazione Italiana Editori Giornali non ha ancora iniziato delle serie trattative per il rinnovo dell’Accordo di Categoria e ha rifiutato il confronto sulla piattaforma proposta dai sindacati, che contiene una serie di proposte economiche essenziali per il futuro della rete di vendita”, lamentano le associazioni sindacali.

da PrimaComunicazione

Dal canto suo la Fieg in una nota oggi ha scritto:  “La Federazione italiana editori giornali ribadisce l’interesse degli editori per la rete di vendita e considera le edicole uno strumento indispensabile ed insostituibile per la diffusione della stampa nel nostro Paese. Gli editori italiani ritengono necessario il ruolo e la funzione delle edicole, anche come presidio territoriale con compiti di servizio pubblico e nuove utilità per il territorio. Sono, pertanto, impegnati a tutti i livelli nella promozione di iniziative per favorire tale rinnovamento e per sostenere l’attività dei punti vendita e, con essa, la maggiore diffusione dei quotidiani e dei periodici“.

In questa prospettiva, la Fieg “ribadisce la propria disponibilità a continuare gli incontri con i rappresentanti degli edicolanti a condizione che siano rispettate le regole di un corretto confronto, senza ulteriori iniziative unilaterali che non potranno che ritardare la discussione tra le parti e, di conseguenza, le possibili soluzioni ai problemi del settore“.

Intanto i quotidiani calano, nelle vendite e – conseguentemente – nel personale. Gli ultimi dati disponibili su AdsNotizie rilevano dati sempre più sconfortanti. In Sicilia la situazione è davvero drammatica. In un’Isola con oltre 5 milioni di abitanti tre grandi quotidiani (Gazzetta del Sud, Giornale di Sicilia e La Sicilia) insieme vendono appena 45 mila copie al giorno (dato riferito al mese di novembre 2018 – totale vendita).

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Giovanni Villino

Giornalista professionista. Appassionato di new media e sostenitore del citizen journalism. Lavoro per Tgs, emittente televisiva regionale del gruppo editoriale Giornale di Sicilia. Dirigo Redat24.com