Catherine Opie e Roberto Timperi al Centro internazionale di fotografia di Palermo

Il Centro Internazionale di Fotografia diretto da Letizia Battaglia, il 31 maggio inaugurerà due mostre: The Human Landscape di Catherine Opie e Àmor dell’italiano Roberto Timperi. Si tratta di due artisti molto diversi fra loro, ma uniti dalla stessa capacità di mettere a fuoco e raccontare le relazioni fra gli esseri umani.

The Human Landscape, è la personale dell’artista americana Catherine Opie, al debutto con il suo primo film The Modernist e in mostra con una selezione di lavori dalla serie “Portraits”. La mostra curata da Antonio Leone e Andrea Ruggieri, è ospitata dal Centro Internazionale di Fotografia, e promossa insieme al Sicilia Queer – International New Visions Filmfest e dal Coordinamento Palermo Pride, in collaborazione con ruber.contemporanea.

Attraverso la fotografia, Catherine Opie intende registrare le modalità per mezzo delle quali si instaurano le relazioni umane e con le quali uomini e donne si inseriscono nel proprio contesto di riferimento. L’artista americana si concentra, quindi, sin dai primi approcci su questioni ancora aperte inerenti i rapporti che vengono analizzati da un canto con sguardo intimo, privato, dall’altro con spirito politico e collettivo. Con un approccio a metà tra il concettuale e il documentario, Opie utilizza strumenti a lei familiari – quali il ritratto, la foto di paesaggio o gli scatti in studio – per produrre fotogrammi, immagini seriali o articolate composizioni formali. In tal modo l’artista intende catturare le singole identità, siano pur ritratte all’interno di una coppia, di una famiglia o di aggregazioni sociali più complesse (squadre, folle, etc.), rivelandone in punta di piedi le biografie, che diventano tessere di una stratificata rappresentazione della società del nostro tempo. Sia che documenti istanze politiche della cultura LGBTQI, la cultura queer o le trasformazioni del paesaggio urbano e naturale, il lavoro di Opie si pone dunque in opposizione ad una visione consolidata del mondo e si concentra sul “modo in cui le cose dovrebbero essere viste”, prova questa dell’influenza che la storia dell’arte e della pittura hanno avuto sulla sua formazione”.

Realizzata dal Centro internazionale di Fotografia “Àmor” è un’esplorazione. Lo sguardo di Roberto Timperi ci guida all’interno di un misterioso mondo sotterraneo, dove si sopravvive nonostante la maledizione che sembra abbia colpito tutto, oggi come sempre. Un mondo dove nuove forme di bellezza senza filtri sono possibili, dove ogni “corruzione” è sacra. Un mondo la cui vita scorre accanto alla nostra. Ancora Àmor è anche un diario intimo fatto di relazioni fra corpi, di momenti di rivelazioni, di esistenze al limite che non sono in cerca di salvezza e le cui identità, fatte di carne ed ossa, persistono in un eterno e irrisolvibile conflitto, con la crudezza dell’estetica dominante. Àmor è un ritratto infernale di un’umanità furiosa e bastonata nel cuore più profondo della città”. ( traduzione dal testo edito da Nero).

Le due mostre, saranno inaugurate contemporaneamente giovedì 31 maggio alle ore 18 e resteranno aperte fino al mese di luglio.

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Giovanni Villino

Giornalista professionista. Appassionato di new media e sostenitore del citizen journalism. Lavoro per Tgs, emittente televisiva regionale del gruppo editoriale Giornale di Sicilia. Dirigo Redat24.com

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