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Editoria, misure del Parlamento a due velocità



FNSI
«Nelle misure approvate oggi dal Parlamento a sostegno del settore editoriale c'è una grande assente: l'occupazione giornalistica. I provvedimenti adottati, a cominciare dalle risorse per il pensionamento anticipato dei giornalisti, vanno nella direzione della chiusura dei piani di ristrutturazione avviati da molte aziende editoriali. Eguale importanza assumono gli incentivi per la pubblicità sulla stampa e la liberalizzazione della rete di vendita dei giornali. Resta però irrisolto il nodo del lavoro irregolare e del precariato, diventati una vera e propria emergenza». Lo afferma, in una nota, il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso. «Non hanno trovato, per il momento, alcun seguito gli impegni assunti dal governo. Si tratta - prosegue - di questioni ineludibili che, oltre a riguardare la dignità di numerosi giornalisti che già svolgono attività di lavoro subordinato abilmente mascherata da contratti atipici o da partite Iva, quindi senza alcun diritto e alcuna tutela, investono il tema cruciale della qualità dell'informazione, del diritto dei cittadini ad essere informati e, dunque, della qualità della democrazia. Il governo non può continuare a girare la testa dall'altra parte. È pertanto auspicabile che il ministro titolare della delega all'Editoria, Luca Lotti, convochi al più presto il tavolo per il rilancio dell'occupazione e degli investimenti, così come si era impegnato a fare nei mesi scorsi. La Fnsi terrà alta la guardia su queste tematiche, pronta a mobilitare tutta la categoria».


FIEG
«Le misure approvate oggi dal Parlamento sugli incentivi per la pubblicità incrementale sulla stampa, sulla liberalizzazione della rete di vendita dei giornali e sui prepensionamenti dei giornalisti attuano i contenuti della legge sull'editoria e vanno nella giusta direzione». Ha commentato così Maurizio Costa, Presidente della Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG), il varo di alcune misure per l'editoria giornalistica previste dalla manovra approvata oggi dal Parlamento. «Dai prossimi giorni - ha affermato Costa - sarà possibile, alle imprese e ai professionisti che effettuano investimenti pubblicitari sui quotidiani e sui periodici di importo maggiore rispetto a quelli effettuati nel passato, maturare un credito d'imposta pari al 75% della parte di investimento incrementale.» «Altre misure di grande importanza sono quelle relative alla liberalizzazione della rete di vendita di quotidiani e periodici e al rifinanziamento dei prepensionamenti dei giornalisti, che consentirà lo sblocco di una situazione pendente da anni». «Le disposizioni approvate - ha concluso il Presidente della Fieg - costituiscono un significativo passo avanti per il nostro settore. Va dato atto al Governo, e in particolare al ministro Lotti, sottosegretario per l'editoria, di aver fortemente creduto in una riforma di sistema che, avviata molti mesi fa, raggiunge oggi un importante traguardo».

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