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Editoria in Sicilia e lo spettro di giornalisti esodati

Il presidente di Assostampa Sicilia, Giancarlo Macaluso
Il consiglio regionale dell'Assostampa Sicilia ha approvato all'unanimità  un documento che traccia un quadro cupo nel breve e medio termine per il settore. Ci si appella alla Fnsi per rilanciare l'iniziativa sindacale su più fronti, a partire da quello degli uffici stampa pubblici e privati. Fronte che potrebbe nell'immediato, con le assunzioni, costituire una sorta di salvagente per la categoria e per i suoi istituti. Al momento, comunque, nulla di nuovo sotto il sole. Tra i punti tracciati in questo documento sindacale c'è, ancora una volta, la sempre più evidente situazione di crisi delle tre principali aziende editoriali siciliane che hanno fatto alla 416 e ai prepensionamenti. A questo si aggiungono i tagli e il progressivo ridimensionamento delle redazioni. Dall'altro lato, il sindacato punta il dito contro l'assenza di "progettualità editoriali ed industriali a lungo periodo, capaci di proporre soluzioni vincenti rispetto al costante calo degli introiti pubblicitari e delle copie vendute". L'Assostampa Sicilia ha preso anche atto del crescente ricorso al precariato "ormai strutturato e a forme contrattuali sempre più depotenziate hanno già aperto ferite profonde nelle redazioni con la contrapposizione tra chi vede allontanarsi la meta della pensione e chi non riesce nemmeno a intravedere la possibilità di conquistare un vero posto di lavoro, contrattualizzato, garantito e non a termine".
Altro punto è la riforma dell'Inpgi, parzialmente accolta dai ministeri vigilanti, i cui effetti potrebbero essere devastanti. Lo scenario che si paventa è quello di giornalisti esodati, ovvero senza lavoro, senza reddito e senza pensione.

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