Il futuro della carta stampata nelle mani dei golosi miliardari

Alla faccia di chi ne ha dichiarato la morte con largo anticipo, la carta stampata sopravvive. Anzi continua ad essere nel mirino di magnati d’antan e grandi imprenditori. Decine le acquisizioni recenti da parte di miliardari che scelgono di “salvare” aziende editoriali. I giornali più contesi sono quelli classici con molta politica ed economia. A darne notizia, qualche giorno fa, Italia Oggi in un articolo a firma di Stefano Cingolani
Ecco due degli esempi riportati da Cingolani di imprenditori e di acquisizioni importanti:

Jeff Bezos, il patron di Amazon, il visionario delle vendite via web quello che ha compiuto la più grande rivoluzione commerciale dopo l’arrivo dei supermercati, ha comperato il Washington Post. 

L’oracolo di Omaha alias Warren Buffett si è rimesso in pista; lui che aveva già salvato il Washington Post quando la famiglia Graham era con l’acqua alla gola, ha speso 344 milioni di dollari addirittura per 28 giornali locali.

 Ma quali sono i giornali contesi? Quali gli ingredienti che li rendono appetibili, di cosa si occupano?

Fanno informazione di tipo tradizionale, classica se vogliamo. Poco gossip, pochi nudi, poco sesso, molta politica, economia, guerre, questioni sociali, cultura. Articoli lunghi, ben documentati, grandi paginate di inchieste, racconti e analisi sofisticate sui luoghi più impensati.

 Qui l’articolo completo.

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