Redat24

domenica 26 febbraio 2017

Amministrative a Palermo, arriva Pierpaolo Signorino il candidato modale

Nella frenetica campagna elettorale palermitana, irrompe Pierpaolo Signorino, un sedicente candidato sindaco. In questi giorni il suo profilo rimbalza di bacheca in bacheca. Colpiscono le immagini e lo stile wordart che trionfa nel logo. Un tuffo nel passato insomma. Il suo account è stato messo in piedi nel giro di pochissimo tempo. Non molto studiato nei particolari (si può fare di meglio) ma brillante per certi versi: parliamo di un professore lucasiano di matematica che sa di chimica, ma ancor prima di numeri. Tra le sue amicizie soprattutto giornalisti che sono anche animatori eccellenti di commenti e interazioni. E pure lo stesso professor Signorino è un assiduo frequentatore del web, ma di una sola piattaforma in particolare: diPalermo.it. Per essere precisi è solo qui che il professore Signorino si firma per esteso nei commenti. Insomma un lavoro di social community davvero interessante... Eppure Pierpaolo Signorino mi sembra un volto già noto: un incredibile somiglianza con tale Antonio Battro, medico e psicologo argentino. Le immagini su Google sono davvero impressionanti: è lui o non è lui? Stesse foto, stessa posa...

sabato 25 febbraio 2017

Elezioni al sindacato dei giornalisti,
sfida aperta su Palermo

Ore frenetiche per la segreteria dell'Assostampa di via Crispi a Palermo. Sabato 4 marzo è stata convocata l'assemblea. Il sindacato unitario dei giornalisti dovrà fare i conti con appuntamento che si preannuncia animato. A partire dal confronto tra le due proposte al momento in discussione: da una parte si ascolterà la relazione del segretario uscente Roberto Ginex, dall'altra ci sarà il tesoriere, anch'egli uscente, Riccardo Vescovo che ha reso pubblico oggi il suo intento: guidare la segreteria provinciale del sindacato. L'annuncio è contenuto in un post in cui Vescovo attacca, senza mezzi termini, le precedenti gestioni: "Vengo da un’esperienza di tesoriere passata più tra i colleghi che nelle stanze deserte del sindacato, deserte per gli stessi motivi per cui oggi tantissimi giornalisti a Palermo prendono le distanze, non pagano, non si iscrivono perché non si sentono rappresentati, questo dicono, lo sapete, non è un mistero", scrive Vescovo che dichiara di non avere "cordate alle spalle,  né sogni di gloria". "Nella squadra con me - prosegue il tesoriere uscente - ci saranno due di noi, Totò Ferro (professionista) e Davide Di Giorgi (pubblicista), e con loro mi piacerebbe creare un’assemblea allargata, informale, coinvolgere quanti fino ad oggi mi hanno sempre detto che il sindacato non li rappresenta. L’Assostampa Palermo tornerà ad essere il sindacato dei giornalisti palermitani". Parole che scatenano decine di commenti tra i colleghi. Nessun intervento pubblico, invece, da parte di Roberto Ginex che auspica comunque che all'interno della stessa assemblea si possa trovare un percorso comune per preservare l'unità dello stesso  sindacato. Intanto pare siano ore frenetiche per il sindacato palermitano, impegnato nel trovare un'intesa tra le parti.

venerdì 24 febbraio 2017

Facebook e i giornalisti del muretto
Siamo certi che ci faccia bene?

Su molti account twitter campeggia "RT/links/like ≠ endorsement". Per la serie: le condivisioni di link, i retweet o i like non sono una manifestazione di interesse o sostegno a ciò che si ricondivide in rete. Oppure è facile trovare "opinioni a titolo personale". Una scelta adottata soprattutto da chi opera nel campo dell'informazione. Con il tempo il numero di giornalisti iscritti a piattaforme social è aumentato notevolmente. E in modo direttamente proporzionale sono aumentate anche le segnalazioni e le denunce verso colleghi che utilizzano queste piattaforme in modo "improprio". Qualche anno fa, era il 2015 per essere precisi, tenne banco una vicenda. O meglio si scatenò una polemica sul web attorno a Paola Saluzzi per le dichiarazioni fatte su Twitter contro Fernardo Alonso (qui un articolo del Corriere che ne parla). Sky avrebbe preso nell'immediato provvedimenti. Tra il diritto di critica e il ruolo che si ricopre - l'essere giornalisti - c'è un confine non sempre netto. Chiarisco subito che sono un sostenitore del diritto di critica: parliamo di libertà di pensiero fondamentale per la  dialettica democratica. Eppure dalla critica allo scherno il passo alle volte è assai breve. Ed è così che anche l'utilizzo di determinate piattaforme risulta essere un terreno accidentato. Non ci sono regole rigide. Ci si dovrebbe fare guidare soprattutto dal buonsenso.

mercoledì 22 febbraio 2017

Riforma dell'Inpgi, ecco cosa cambia per il trattamento di disoccupazione

Il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha comunicato l'avvenuta approvazione della riforma previdenziale varata dal Cda dell'Inpgi il 28 settembre 2016. La notizia che ha registrato maggiore attenzione, almeno nei titoli, è l’introduzione di un contributo di solidarietà da applicare - in via temporanea e per la durata di 3 anni - a tutti i trattamenti di pensione erogati dall’Inpgi con importo pari o superiore a 38.000 euro lordi annui, con percentuali crescenti in base alle diverse fasce reddituali. “Il percorso di risanamento dell'Inpgi - ha commentato la presidente Marina Macelloni - è partito. La riforma  consentirà all'Istituto di garantire la sostenibilità dei conti nel lungo periodo e quindi di rimanere anche in tempi difficili un presidio autonomo a tutela dell'informazione in Italia. L'Inpgi non fallirà, non sarà commissariato ne' tantomeno confluirà nell'Inps. Una riflessione sul contributo di solidarietà, approvato dai Ministeri nonostante le molte polemiche e ridefinito correttamente contributo di equità: è un piccolo sacrificio che però restituisce a tutta la categoria il senso di una solidarietà tra generazioni indispensabile in un momento difficile come questo”. Ecco alcune delle novità introdotte:

martedì 21 febbraio 2017

Non funzionano le Iene o i giornali?

"In questa Regione (la Sicilia), che colleziona record negativi e maglie nere in ogni settore, un assessore si dimette perché in diretta tv non riceve e tutela due disabili. Un gesto da tedeschi o norvegesi. E va benissimo, ma siamo d'accordo almeno che è assurdo?". A scriverlo è la collega Sandra Figliuolo in un post su facebook. Un'affermazione seguita da tante altre reazioni di giornalisti. Come quella del collega Gianpiero Casagni che pone due quesiti per nulla banali: "Ma è normale che la gente si dimette con Le Iene e non si dimette per merito dei giornali? Cosa non funziona: le Iene o i giornali?". Non è facile dare una risposta. Almeno nell'immediato. Per chi si fosse perso l'antefatto: è bastata una trasmissione delle Iene prodotta da Mediaset per determinare le dimissioni di un assessore regionale e del direttore dell'Unar. Non entro nel merito delle vicende. O meglio, non è l'oggetto della riflessione che intendo portare avanti qui. La mia attenzione è rivolta ad un altro aspetto: il ruolo dell'informazione. E' innegabile che dalla carta stampata ai giornali on line, si stia attraversando un momento difficile e tormentato. Un po' come sta avvenendo per un altro ambito della nostra società: la politica. Se in quest'ultima i problemi maggiori sono legati alla mancanza di credibilità e alla distanza, alle volte siderale, dai problemi della gente, nell'altra lo stato di crisi viene ricondotto ad un problema economico, di vendite e di pubblicità. Sia politica che giornalismo sono tuttavia accomunate dal concetto di rappresentatività, con sfumature ovviamente diverse, che viene a mancare. 

domenica 19 febbraio 2017

Vi ricordate l'ultima lezione
di Manlio Sgalambro ai giornalisti?

La scorsa settimana ho avuto un incontro con gli studenti del liceo scientifico Cannizzaro di Palermo nell'ambito del progetto alternanza scuola-lavoro. Una lezione sul giornalismo digitale e sulle frontiere dell'informazione che si muove tra reale e virtuale. Una dimensione il cui approccio con le nuove generazioni diviene, per certi versi, semplice e immediato. Conoscono le piattaforme social, utilizzano il web con una piena padronanza degli strumenti offerti per la navigazione. Smartphone, tablet o pc sono un prolungamento per nulla accidentale delle loro attività e delle loro relazioni. Insomma parliamo di millennials, di nativi digitali. Un po' meno facile è tuttavia trovare validi esempi da presentare sul fronte del giornalismo digitale. In questo incontro siamo partiti dall'analisi del newsfeed di Facebook per arrivare all'approccio con le fonti primarie e secondarie. Tutto questo senza dimenticare una delle peculiarità della rete: il copia e incolla selvaggio. E su questo punto, in particolare, ho portato un esempio che, tra l'amarezza e l'ironia, mi ha molto colpito: la morte di Manlio Sgalambro. Parliamo del filosofo che negli ultimi anni ha scritto con Franco Battiato dei brani che sono entrati a pieno titolo nella storia della musica leggera (...) italiana. Per colui che "il nascere e il morire sono i due momenti unicamente reali, il resto è sogno interrotto da qualche insignificante sprazzo di veglia", sarà apparso davvero un simpatico scherzo del destino "leggere" sui giornali...

sabato 18 febbraio 2017

Segreto professionale, vale per i giornalisti pubblicisti?

Una nuova sentenza, l'ennesima conferma. Anche questa volta i giudici sostengono che i giornalisti pubblicisti possono avvalersi del segreto professionale come i colleghi professionisti. A darne notizia con una nota congiunta il presidente dell'Ordine dei giornalisti di Sicilia Riccardo Arena e il presidente dell'Associazione siciliana della Stampa Alberto Cicero. La vicenda nello specifico riguarda i giornalisti Josè Trovato e Giulia Martorana, corrispondenti da Enna rispettivamente del Giornale di Sicilia e della Sicilia. Erano stati accusati di favoreggiamento per non aver voluto rivelare le fonti di una notizia: l'imputazione era collegata al fatto che il codice di procedura penale riserva la facoltà di avvalersi del segreto solo agli iscritti all'elenco dei professionisti, mentre i due erano entrambi pubblicisti.

giovedì 16 febbraio 2017

Amarcord1983 su PalermoToday

Sono un punto di riferimento per chi ama date, statistiche e coincidenze che ruotano attorno al mondo del calcio. Ma non solo. Sanno raccontare ed allineare fatti assai distanti tra loro. E lo fanno in punta di penna, al punto da rendere quasi poetiche anche quelle che sono state parodie musicali in chiave panormita di alcuni successi... (qui un esempio). Si definiscono innamorati dell’amarcord. Alessandro Bisconti e Francesco Sicilia sono due giornalisti. E sono gli autori di Amarcord1983. Un'avventura che hanno portato avanti negli anni alternando la pagina facebook ad un blog. Adesso trovano spazio all'interno di PalermoToday, l'edizione palermitana diretta da Andrea Perniciaro che fa capo al gruppo Citynews. Nel tempo Alessandro e Francesco sono stati citati e saccheggiati, così come avviene per ogni cosa buona presente sul web. Da Sportweek a realtà editoriali minori, decine i riferimenti ad Amarcord1983. Qualche giorno fa, proprio sulla loro pagina facebook, hanno evidenziato l'ultimo copia e incolla selvaggio con un post: "Come quando le grandi band copiano da piccoli gruppi sconosciuti di provincia. Qualche giorno fa vi avevamo parlato del Palermo dei picciotti e oggi troviamo un articolo su Serie A - Operazione Nostalgia. E sappiamo che non è un caso. Insomma, questi hanno letto il nostro pezzo su PalermoToday e lo hanno riproposto in altra chiave sul loro sito. Purtroppo noi non siamo bravi col social media marketing e resteremo, probabilmente, sempre così. Piccoli, originali e amarcordisti. Non nostalgici".

mercoledì 15 febbraio 2017

Qual è la differenza tra portavoce e addetto stampa


Ci avviciniamo ad una stagione calda, anche per la professione giornalistica. Le elezioni mettono in moto l'indotto della comunicazione politica e istituzionale. E con maggiore frequenza si pone il problema di compatibilità per le figure di addetto stampa, capo ufficio stampa e portavoce. Per comprendere la differenza tra le diverse figure bisogna fare riferimento alla legge n. 150 del 2000 che distingue e definisce le attività di informazione che, come si legge nell'articolo 6: si realizzano attraverso il portavoce e l'ufficio stampa e quelle di comunicazione attraverso l'ufficio per le relazioni con il pubblico, nonché attraverso analoghe strutture quali gli sportelli per il cittadino, gli sportelli unici della pubblica amministrazione, gli sportelli polifunzionali e gli sportelli per le imprese.

martedì 14 febbraio 2017

Real Time, #ScimmiografoChallenge e ballerino Tim: contagio virale

di Giovanni Villino

Qualche anno fa si parlava con interesse di memetica. Una scienza - così possiamo definirla - che si occupa di un ambito particolare: il meme. In pratica è un'informazione che viene riconosciuta dalla mente umana ed è replicabile. Sia su un supporto artificiale (pensiamo ad esempio a un libro) sia ad un'altra mente. Si fa riferimento a ciò che viene definito "un'unità auto-propagantesi". Un virus. Tra i libri che consiglio c'è "Memetica. Il codice genetico della cultura" di Jouxtel Pascal edito da Bollati Boringhieri. Qualche annetto prima - fine anni Settanta :-) - già Richard Dawkins ne aveva parlato con "Il gene egoista: La parte immortale di ogni essere vivente", che oggi potete trovare in formato Kindle. Tutto questo applicato alla rete può portare al famigerato concetto di viralità. In questi giorni mi hanno colpito in particolare tre episodi:
  1. Il ballerino della Tim
  2. Il ballo del gorilla della canzone di Gabbani
  3. La campagna pubblicitaria di Real Time
Si tratta di tre realtà accomunate da una risposta immediata della rete: la condivisione. Vuoi per la bellezza, la musicalità o l'"orrore" grammaticale. In ogni caso il risultato di chi ha immaginato queste campagne è andato in porto. E con grande successo. Partiamo dal caso del ballerino Tim. Si chiama Sven Otten. E' un giovanotto tedesco di 29 anni. Su YouTube ha un canale video dal 2012 ed è conosciuto come JustSomeMotion. Quattro anni fa pubblica un video dal titolo: "JustSomeMotion (JSM) - Parov Stelar - All Night - #neoswing". Date un'occhiata:

lunedì 13 febbraio 2017

Radio a Palermo, la riscossa parte dall'etere

Il mondo delle radio sembra non conoscere crisi. O meglio, non si lascia trascinare dall'amaro "non far nulla perché tutto è perduto". Anche perché, a differenza di altri mezzi, proprio la radio sembra essere lo strumento più versatile e pronto al cambiamento. Non dimentichiamoci che è sopravvissuta persino alle star della tv (alla faccia dei The Buggles). A parlare non sono solo esperienze sporadiche. L'interesse degli inserzionisti per questo strumento cresce. A dirlo, ad esempio, è il mercato degli investimenti pubblicitari (Nielsen) che chiude il 2016 in crescita, confermando l’andamento positivo proprio della radio: dicembre porta la raccolta complessiva dell’anno a +2,3% rispetto al 2015. Luigi Berardelli, presidente dell’associazione Corallo (200 radio e 63 televisioni di tutte le regioni italiane, 1 Consorzio radio, 1 Agenzia di informazione a diffusione nazionale), traccia al Sir l’identikit di questo medium: 
“Un mezzo duttile, versatile, che cambia e sopravvive a ogni innovazione tecnologica mantenendo intatta la propria centralità nell’universo dei media”. 
Nei giorni scorsi ci si è ritrovati di fronte ad un evento come #Sanremo2017 che ha visto scendere in campo alcune delle emittenti che trasmettono da Palermo. Prendo, come esempio, due radio in particolare: Rgs (disclaimer: emittente per cui lavoro) e Radio Action. Due diverse realtà che nell'ambito della kermesse canora hanno portato avanti un lavoro con un denominatore unico: la sinergia tra web e frequenze analogiche, ma non solo. E sulla scia delle novità c'è anche Radio Time che ha pronto un nuovo progetto per l'etere.

venerdì 10 febbraio 2017

Gli adattatori per il nuovo Macbook: quando la realtà supera la comicità

Milioni di visualizzazioni su facebook. Spopola il video di un "ingegnere" che - secondo i sottotitoli parlerebbe dei nuovi Macbook. In realtà il tizio intervistato spagnolo dice tutt'altro... ma l'effetto è esilarante. Anche perché la realtà sta superando - e di molto - la realtà dei nuovi supporti informatici. Sull'hardware ci si muove con novità che hanno davvero del surreale. Vedere per credere. 

Quotidiani siciliani, ecco le vendite a dicembre 2016

Il 2016 si chiude col segno meno per buona parte dei quotidiani. Tanto a livello nazionale, quanto locale. La crisi della carta stampata fa i conti con una erosione di copie che preoccupa editori e giornalisti. Non ci sono al momento formule magiche particolari e l'assestamento sembra ancora lontano. Difficile, quindi, fare previsioni. I tre principali quotidiani siciliani devono fronteggiare anche le performance registrate da un mercato pubblicitario che volente o nolente non può ignorare il tessuto economico dell'Isola. Il Giornale di Sicilia, a dicembre, frena leggermente le perdite e rimane a quota 15 mila. La Gazzetta del Sud scende sotto le 22 mila copie. Perde meno La Sicilia. Secondo il report pubblicato da Ads, (Accertamenti Diffusione Stampa è la società che certifica e divulga i dati relativi alla tiratura e alla diffusione e/o distribuzione della stampa quotidiana e periodica pubblicata in Italia) a settembre la Gazzetta del Sud si attesta a 21.854 copie vendute (-177 rispetto a novembre). In calo anche il Giornale di Sicilia con 15.195 copie vendute (-513 copie rispetto a novembre). La Sicilia riscende a quota 17.229 (-60 copie rispetto a novembre). I dati indicano la media giornaliera. Ecco le tabelle:

giovedì 9 febbraio 2017

Ufficio stampa della Regione,
si apre il dibattito nel sindacato

Stamattina Repubblica Palermo, in un articolo a firma di Antonio Fraschilla, dà notizia del concorso per l'istituzione dell'ufficio stampa di Palazzo d'Orleans. Un concorso cui sta pensando sia la giunta Crocetta che l'Assemblea regionale siciliana. Quest'ultima con un emendamento a firma di Nello Musumeci e Mimmo Turano che ha visto già il via libera della commissione Affari istituzionali. Come abbiamo già scritto in questo post, una delle differenze sostanziali nell'emendamento  rispetto a quanto previsto dalla giunta  sta nella previsione di una riserva di posti per chi ha lavorato già nell’ufficio stampa. La novità che oggi si apprende da Repubblica è contenuta nella dichiarazione di Musumeci: «Abbiamo fatto quello che ci hanno chiesto i giornalisti». E si fa anche riferimento ad una lettera a firma del segretario regionale dell'Assostampa. 

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