Redat24

martedì 21 febbraio 2017

Non funzionano le Iene o i giornali?

"In questa Regione (la Sicilia), che colleziona record negativi e maglie nere in ogni settore, un assessore si dimette perché in diretta tv non riceve e tutela due disabili. Un gesto da tedeschi o norvegesi. E va benissimo, ma siamo d'accordo almeno che è assurdo?". A scriverlo è la collega Sandra Figliuolo in un post su facebook. Un'affermazione seguita da tante altre reazioni di giornalisti. Come quella del collega Gianpiero Casagni che pone due quesiti per nulla banali: "Ma è normale che la gente si dimette con Le Iene e non si dimette per merito dei giornali? Cosa non funziona: le Iene o i giornali?". Non è facile dare una risposta. Almeno nell'immediato. Per chi si fosse perso l'antefatto: è bastata una trasmissione delle Iene prodotta da Mediaset per determinare le dimissioni di un assessore regionale e del direttore dell'Unar. Non entro nel merito delle vicende. O meglio, non è l'oggetto della riflessione che intendo portare avanti qui. La mia attenzione è rivolta ad un altro aspetto: il ruolo dell'informazione. E' innegabile che dalla carta stampata ai giornali on line, si stia attraversando un momento difficile e tormentato. Un po' come sta avvenendo per un altro ambito della nostra società: la politica. Se in quest'ultima i problemi maggiori sono legati alla mancanza di credibilità e alla distanza, alle volte siderale, dai problemi della gente, nell'altra lo stato di crisi viene ricondotto ad un problema economico, di vendite e di pubblicità. Sia politica che giornalismo sono tuttavia accomunate dal concetto di rappresentatività, con sfumature ovviamente diverse, che viene a mancare. 

domenica 19 febbraio 2017

Vi ricordate l'ultima lezione
di Manlio Sgalambro ai giornalisti?

La scorsa settimana ho avuto un incontro con gli studenti del liceo scientifico Cannizzaro di Palermo nell'ambito del progetto alternanza scuola-lavoro. Una lezione sul giornalismo digitale e sulle frontiere dell'informazione che si muove tra reale e virtuale. Una dimensione il cui approccio con le nuove generazioni diviene, per certi versi, semplice e immediato. Conoscono le piattaforme social, utilizzano il web con una piena padronanza degli strumenti offerti per la navigazione. Smartphone, tablet o pc sono un prolungamento per nulla accidentale delle loro attività e delle loro relazioni. Insomma parliamo di millennials, di nativi digitali. Un po' meno facile è tuttavia trovare validi esempi da presentare sul fronte del giornalismo digitale. In questo incontro siamo partiti dall'analisi del newsfeed di Facebook per arrivare all'approccio con le fonti primarie e secondarie. Tutto questo senza dimenticare una delle peculiarità della rete: il copia e incolla selvaggio. E su questo punto, in particolare, ho portato un esempio che, tra l'amarezza e l'ironia, mi ha molto colpito: la morte di Manlio Sgalambro. Parliamo del filosofo che negli ultimi anni ha scritto con Franco Battiato dei brani che sono entrati a pieno titolo nella storia della musica leggera (...) italiana. Per colui che "il nascere e il morire sono i due momenti unicamente reali, il resto è sogno interrotto da qualche insignificante sprazzo di veglia", sarà apparso davvero un simpatico scherzo del destino "leggere" sui giornali...

sabato 18 febbraio 2017

Segreto professionale, vale per i giornalisti pubblicisti?

Una nuova sentenza, l'ennesima conferma. Anche questa volta i giudici sostengono che i giornalisti pubblicisti possono avvalersi del segreto professionale come i colleghi professionisti. A darne notizia con una nota congiunta il presidente dell'Ordine dei giornalisti di Sicilia Riccardo Arena e il presidente dell'Associazione siciliana della Stampa Alberto Cicero. La vicenda nello specifico riguarda i giornalisti Josè Trovato e Giulia Martorana, corrispondenti da Enna rispettivamente del Giornale di Sicilia e della Sicilia. Erano stati accusati di favoreggiamento per non aver voluto rivelare le fonti di una notizia: l'imputazione era collegata al fatto che il codice di procedura penale riserva la facoltà di avvalersi del segreto solo agli iscritti all'elenco dei professionisti, mentre i due erano entrambi pubblicisti.

giovedì 16 febbraio 2017

Amarcord1983 su PalermoToday

Sono un punto di riferimento per chi ama date, statistiche e coincidenze che ruotano attorno al mondo del calcio. Ma non solo. Sanno raccontare ed allineare fatti assai distanti tra loro. E lo fanno in punta di penna, al punto da rendere quasi poetiche anche quelle che sono state parodie musicali in chiave panormita di alcuni successi... (qui un esempio). Si definiscono innamorati dell’amarcord. Alessandro Bisconti e Francesco Sicilia sono due giornalisti. E sono gli autori di Amarcord1983. Un'avventura che hanno portato avanti negli anni alternando la pagina facebook ad un blog. Adesso trovano spazio all'interno di PalermoToday, l'edizione palermitana diretta da Andrea Perniciaro che fa capo al gruppo Citynews. Nel tempo Alessandro e Francesco sono stati citati e saccheggiati, così come avviene per ogni cosa buona presente sul web. Da Sportweek a realtà editoriali minori, decine i riferimenti ad Amarcord1983. Qualche giorno fa, proprio sulla loro pagina facebook, hanno evidenziato l'ultimo copia e incolla selvaggio con un post: "Come quando le grandi band copiano da piccoli gruppi sconosciuti di provincia. Qualche giorno fa vi avevamo parlato del Palermo dei picciotti e oggi troviamo un articolo su Serie A - Operazione Nostalgia. E sappiamo che non è un caso. Insomma, questi hanno letto il nostro pezzo su PalermoToday e lo hanno riproposto in altra chiave sul loro sito. Purtroppo noi non siamo bravi col social media marketing e resteremo, probabilmente, sempre così. Piccoli, originali e amarcordisti. Non nostalgici".

mercoledì 15 febbraio 2017

Qual è la differenza tra portavoce e addetto stampa


Ci avviciniamo ad una stagione calda, anche per la professione giornalistica. Le elezioni mettono in moto l'indotto della comunicazione politica e istituzionale. E con maggiore frequenza si pone il problema di compatibilità per le figure di addetto stampa, capo ufficio stampa e portavoce. Per comprendere la differenza tra le diverse figure bisogna fare riferimento alla legge n. 150 del 2000 che distingue e definisce le attività di informazione che, come si legge nell'articolo 6: si realizzano attraverso il portavoce e l'ufficio stampa e quelle di comunicazione attraverso l'ufficio per le relazioni con il pubblico, nonché attraverso analoghe strutture quali gli sportelli per il cittadino, gli sportelli unici della pubblica amministrazione, gli sportelli polifunzionali e gli sportelli per le imprese.

martedì 14 febbraio 2017

Real Time, #ScimmiografoChallenge e ballerino Tim: contagio virale

di Giovanni Villino

Qualche anno fa si parlava con interesse di memetica. Una scienza - così possiamo definirla - che si occupa di un ambito particolare: il meme. In pratica è un'informazione che viene riconosciuta dalla mente umana ed è replicabile. Sia su un supporto artificiale (pensiamo ad esempio a un libro) sia ad un'altra mente. Si fa riferimento a ciò che viene definito "un'unità auto-propagantesi". Un virus. Tra i libri che consiglio c'è "Memetica. Il codice genetico della cultura" di Jouxtel Pascal edito da Bollati Boringhieri. Qualche annetto prima - fine anni Settanta :-) - già Richard Dawkins ne aveva parlato con "Il gene egoista: La parte immortale di ogni essere vivente", che oggi potete trovare in formato Kindle. Tutto questo applicato alla rete può portare al famigerato concetto di viralità. In questi giorni mi hanno colpito in particolare tre episodi:
  1. Il ballerino della Tim
  2. Il ballo del gorilla della canzone di Gabbani
  3. La campagna pubblicitaria di Real Time
Si tratta di tre realtà accomunate da una risposta immediata della rete: la condivisione. Vuoi per la bellezza, la musicalità o l'"orrore" grammaticale. In ogni caso il risultato di chi ha immaginato queste campagne è andato in porto. E con grande successo. Partiamo dal caso del ballerino Tim. Si chiama Sven Otten. E' un giovanotto tedesco di 29 anni. Su YouTube ha un canale video dal 2012 ed è conosciuto come JustSomeMotion. Quattro anni fa pubblica un video dal titolo: "JustSomeMotion (JSM) - Parov Stelar - All Night - #neoswing". Date un'occhiata:

lunedì 13 febbraio 2017

Radio a Palermo, la riscossa parte dall'etere

Il mondo delle radio sembra non conoscere crisi. O meglio, non si lascia trascinare dall'amaro "non far nulla perché tutto è perduto". Anche perché, a differenza di altri mezzi, proprio la radio sembra essere lo strumento più versatile e pronto al cambiamento. Non dimentichiamoci che è sopravvissuta persino alle star della tv (alla faccia dei The Buggles). A parlare non sono solo esperienze sporadiche. L'interesse degli inserzionisti per questo strumento cresce. A dirlo, ad esempio, è il mercato degli investimenti pubblicitari (Nielsen) che chiude il 2016 in crescita, confermando l’andamento positivo proprio della radio: dicembre porta la raccolta complessiva dell’anno a +2,3% rispetto al 2015. Luigi Berardelli, presidente dell’associazione Corallo (200 radio e 63 televisioni di tutte le regioni italiane, 1 Consorzio radio, 1 Agenzia di informazione a diffusione nazionale), traccia al Sir l’identikit di questo medium: 
“Un mezzo duttile, versatile, che cambia e sopravvive a ogni innovazione tecnologica mantenendo intatta la propria centralità nell’universo dei media”. 
Nei giorni scorsi ci si è ritrovati di fronte ad un evento come #Sanremo2017 che ha visto scendere in campo alcune delle emittenti che trasmettono da Palermo. Prendo, come esempio, due radio in particolare: Rgs (disclaimer: emittente per cui lavoro) e Radio Action. Due diverse realtà che nell'ambito della kermesse canora hanno portato avanti un lavoro con un denominatore unico: la sinergia tra web e frequenze analogiche, ma non solo. E sulla scia delle novità c'è anche Radio Time che ha pronto un nuovo progetto per l'etere.

venerdì 10 febbraio 2017

Gli adattatori per il nuovo Macbook: quando la realtà supera la comicità

Milioni di visualizzazioni su facebook. Spopola il video di un "ingegnere" che - secondo i sottotitoli parlerebbe dei nuovi Macbook. In realtà il tizio intervistato spagnolo dice tutt'altro... ma l'effetto è esilarante. Anche perché la realtà sta superando - e di molto - la realtà dei nuovi supporti informatici. Sull'hardware ci si muove con novità che hanno davvero del surreale. Vedere per credere. 

Quotidiani siciliani, ecco le vendite a dicembre 2016

Il 2016 si chiude col segno meno per buona parte dei quotidiani. Tanto a livello nazionale, quanto locale. La crisi della carta stampata fa i conti con una erosione di copie che preoccupa editori e giornalisti. Non ci sono al momento formule magiche particolari e l'assestamento sembra ancora lontano. Difficile, quindi, fare previsioni. I tre principali quotidiani siciliani devono fronteggiare anche le performance registrate da un mercato pubblicitario che volente o nolente non può ignorare il tessuto economico dell'Isola. Il Giornale di Sicilia, a dicembre, frena leggermente le perdite e rimane a quota 15 mila. La Gazzetta del Sud scende sotto le 22 mila copie. Perde meno La Sicilia. Secondo il report pubblicato da Ads, (Accertamenti Diffusione Stampa è la società che certifica e divulga i dati relativi alla tiratura e alla diffusione e/o distribuzione della stampa quotidiana e periodica pubblicata in Italia) a settembre la Gazzetta del Sud si attesta a 21.854 copie vendute (-177 rispetto a novembre). In calo anche il Giornale di Sicilia con 15.195 copie vendute (-513 copie rispetto a novembre). La Sicilia riscende a quota 17.229 (-60 copie rispetto a novembre). I dati indicano la media giornaliera. Ecco le tabelle:

giovedì 9 febbraio 2017

Ufficio stampa della Regione,
si apre il dibattito nel sindacato

Stamattina Repubblica Palermo, in un articolo a firma di Antonio Fraschilla, dà notizia del concorso per l'istituzione dell'ufficio stampa di Palazzo d'Orleans. Un concorso cui sta pensando sia la giunta Crocetta che l'Assemblea regionale siciliana. Quest'ultima con un emendamento a firma di Nello Musumeci e Mimmo Turano che ha visto già il via libera della commissione Affari istituzionali. Come abbiamo già scritto in questo post, una delle differenze sostanziali nell'emendamento  rispetto a quanto previsto dalla giunta  sta nella previsione di una riserva di posti per chi ha lavorato già nell’ufficio stampa. La novità che oggi si apprende da Repubblica è contenuta nella dichiarazione di Musumeci: «Abbiamo fatto quello che ci hanno chiesto i giornalisti». E si fa anche riferimento ad una lettera a firma del segretario regionale dell'Assostampa. 

lunedì 6 febbraio 2017

Redat24, tra i primi 30 siti palermitani

Rosalio ha pubblicato l'aggiornamento di gennaio delle stime di Alexa sui blog e siti palermitani. Redat24.com si posiziona al 30° posto. Dai quotidiani on line ai portali istituzionali, si registrano movimenti interessanti che delineano, in linea di massima, anche interessi e flussi di utenti. Per Redat24 rileviamo un lieve calo rispetto ai mesi precedenti. 
In quest'ultimo periodo sono state, intanto, apportate delle piccole modifiche alla nostra piattaforma. A partire dal potenziamento della community con l'attivazione di una newsletter, di un canale Youtube e di un paio di piccole pubblicazioni che saranno presto disponibili su Amazon.

sabato 4 febbraio 2017

Sanremo 2017 visto dai social


Sanremo è un appuntamento che per tradizione non perdo. Al di là di critiche e borbottamenti vari, ritengo questa manifestazione una cartina tornasole. Comunque. Anche del pessimo gusto, perché no. Reputation Manager, istituto italiano di analisi e misurazione della reputazione online dei brand e delle figure di rilievo pubblico, ha monitorato le pagine Facebook e gli account Twitter e Instagram ufficiali dei conduttori e dei cantanti che parteciperanno a Sanremo 2017 per scoprire chi sono i più popolari sui social network. Mi è bastato scorrere questa graduatoria per comprendere come la nostalgia per i tempi andati sia più forte di ogni sussulto digitale. Carlo Conti, che durante la scorsa edizione sanremese non aveva ancora account social ufficiali, quest’anno invece, attraverso i suoi profili parla a 63.234 tra fan e follower. Il conduttore Rai ha ricevuto, nell'ultimo mese, oltre 10.700 mention sui social network (Facebook, Twitter e Instagram). Ma la regina delle discussioni legate a Sanremo sui social è Maria De Filippi che, pur non possedendo nessun account social ufficiale, è stata citata oltre 25.000 volte.

Turismo accessibile e inclusivo,
nasce una piattaforma made in Sicily

Giuseppe Sciascia, Aurelio Buglino
e Annalisa Riggio
Una piattaforma web dedicata al turismo accessibile e inclusivo. Si chiama Bookingbility.com e permette di prenotare in tempo reale strutture adatte a ospitare persone disabili e con esigenze speciali. Uno strumento al servizio di persone con disabilità motorie e anziani, persone sorde, persone con intolleranze alimentari come la celiachia, persone cieche e persone con disabilità psichica (es. famiglie con bambini autistici). Il progetto, nato da un’idea di Annalisa Riggio, palermitana esperta di comunicazione on line, ha vinto “Startup weekend Tourism Edition 2015” ed è stato subito dopo incubato e accelerato da Tim #Wcap Accelerator e dal Consorzio Arca dell'Università degli Studi di Palermo. “Il nostro obiettivo – dice Riggio, founder della startup - è quello di semplificare la ricerca e la prenotazione di strutture ricettive alle persone con esigenze speciali, promuovere il turismo accessibile come buona pratica etica e come nuova opportunità”. A dare vita a Bookingbility insieme a lei, anche Giuseppe Sciascia e Aurelio Buglino, soci del progetto.L’evento di lancio si svolgerà a Palermo venerdì 10 febbraio, alle 17.30, nella sala Ducrot del Grand Hotel Piazza Borsa.

mercoledì 1 febbraio 2017

I giornalisti pensino al futuro
Negli Stati Uniti ad esempio...

Studio ha pubblicato un articolo dedicato alla professione giornalistica e al futuro dei prodotti editoriali, partendo dall'analisi di un documento diffuso dal "comitato dei savi del New York Times". In pratica, un gruppo di giornalisti, incaricato dalla New York Times Company, ha trascorso un anno a lavorare a stretto contatto con i capiredattori, seguendo le riunioni con i giornalisti, osservando i tempi. Ma anche studiando il comportamento di lettore e focus group. Tutto questo per individuare e tracciare - per quanto possibile - una rotta. La crisi dell'editoria a livello globale si tocca con mano. Nulla di nuovo sotto il sole. Ma in questa fase - che preferisco definire di transizione -, invece di osservare il naufragio ascoltando l'orchestra suonare, forse occorrerebbe entrare in azione. Così come hanno fatto i colleghi d'oltreoceano. Il motto del New York Times è All the News That's Fit to Print (tutte le notizie che valga la pena stampare). Per l'edizione digitale è stato riadattato in All The News That's Fit to Click (tutte le notizie su cui valga la pena cliccare). Oggi, tuttavia, ci si interroga su quel tutto. E si parte dalla considerazione che è il momento migliore per cambiare. Il documento finale elaborato dai sette giornalisti che compongono il gruppo "2020" si intitola:

Edizione digitale a € 2,99

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